Divieto di caccia nel proprio terreno: in Toscana si può chiedere fino al 30 ottobre, ma serve unirsi ai vicini
Con il nuovo Piano faunistico venatorio, i proprietari toscani possono chiedere di escludere i propri fondi dalla caccia. Servono però almeno 200 ettari, raggiungibili anche insieme ai confinanti.
In Toscana, chi possiede un terreno ha tempo fino al 30 ottobre 2026 per chiedere venga sottratto alla caccia programmata. La finestra si è aperta il 30 settembre con la pubblicazione del nuovo Piano faunistico venatorio regionale (PFVR), approvato dal Consiglio regionale con la deliberazione n. 62 del 30 luglio 2026. La legge regionale prevede infatti trenta giorni dalla pubblicazione del Piano per presentare la domanda. La Regione ha poi 60 giorni per rispondere.
È un’occasione che non capita spesso. In Italia, infatti, l’articolo 842 del codice civile stabilisce che il proprietario non può impedire ai cacciatori di entrare nel proprio fondo, a meno che questo non sia chiuso secondo le modalità previste dalla legge sulla caccia o non vi siano colture in atto che potrebbero essere danneggiate. Chi non vuole persone armate sui propri terreni ha quindi a disposizione pochi strumenti, e questo è uno dei principali.
I requisiti, però, sono stringenti. Come indicato nell’Allegato 2 del PFVR, al paragrafo 2.4.1, le richieste devono rientrare in una di due fattispecie. La prima riguarda superfici di almeno 200 ettari accorpati, con caratteristiche ambientali tali da consentire un’effettiva azione di tutela della fauna selvatica.
La seconda riguarda terreni su cui si svolgono programmi sperimentali di allevamento e coltivazione finanziati con fondi pubblici e finalizzati alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica.
È soprattutto la prima strada a offrire margini a chi possiede appezzamenti piccoli o medi: i 200 ettari, infatti, possono essere raggiunti anche sommando fondi confinanti appartenenti a proprietari e conduttori diversi. In questo caso ognuno deve presentare la propria domanda, ma il modulo online permette di collegare tra loro le richieste. Chi vive in campagna e vuole sottrarre il proprio territorio alla caccia può quindi organizzarsi con i vicini e costruire insieme un’area di tutela della fauna che nessuno da solo potrebbe ottenere.
La domanda si presenta esclusivamente online. Bisogna accedere con SPID, CIE o CNS al portale dei formulari della Regione, cliccare su “Crea nuova richiesta” e cercare il formulario “Richiesta di divieto di caccia nel proprio fondo rustico (art. 25 L.R. 3/94)”: basta digitare “caccia” nel campo di ricerca. Il modulo va compilato in ogni parte, con particolare attenzione alle dichiarazioni e agli allegati richiesti. Per ogni istanza va pagata, attraverso la stessa procedura, una marca da bollo da 16 euro.
Sulla possibilità di vietare la caccia nei propri terreni era intervenuta ad agosto la LAV, che pur giudicando molto negativamente il nuovo Piano aveva invitato i proprietari a non lasciarsi sfuggire quella che Massimo Vitturi, responsabile Area Animali Selvatici dell’associazione, ha definito «un’opportunità che non si ripresenterà più nei prossimi anni». Se la domanda viene accolta, l’esclusione dalla caccia programmata vale fino alla revisione del Piano, salvo rinuncia dell’interessato.





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