Oggi è la Giornata Mondiale della Paralisi Cerebrale: ecco due film che parlano di questa condizione
Due opere cinematografiche parlano, con linguaggi molto diversi, della Paralisi Cerebrale, di cui proprio oggi si celebra la giornata mondiale.
Cosa succede quando si chiede a un team creativo di rappresentare una condizione che non appare mai nello stesso modo due volte? È questa la domanda da cui nasce A Truly Cerebral Campaign, la nuova campagna internazionale lanciata dalla Fondazione FightTheStroke in occasione della Giornata Mondiale della Paralisi Cerebrale, realizzata insieme all’agenzia creativa DUDE e a una coalizione internazionale di organizzazioni impegnate nella Paralisi Cerebrale.
Truly Cerebral
La sfida parte da un problema apparentemente semplice: chi scegliere per rappresentare la Paralisi Cerebrale? La Paralisi Cerebrale è una condizione eterogenea che può avere effetti molto diversi sul movimento, sulla postura, sulla comunicazione, sulla coordinazione, sull’autonomia e sulla vita quotidiana. Non esiste quindi un unico profilo, un unico corpo, una sola voce o una sola esperienza che possa rappresentare tutte le persone che vivono con questa condizione.
Eppure, nella comunicazione pubblica, la Paralisi Cerebrale viene ancora spesso associata a un’immagine limitata e stereotipata della persona con disabilità, prevalentemente motoria. A Truly Cerebral Campaign trasforma proprio questa contraddizione nel cuore della campagna. Il film si apre all’interno di una fittizia agenzia pubblicitaria. Un team creativo riceve un brief: realizzare una campagna chiara, semplice e definitiva sulla Paralisi Cerebrale. I creativi iniziano da una definizione apparentemente ovvia: la Paralisi Cerebrale limita il movimento.
Ma nella sala casting cominciano a incontrare persone che praticano pilates, giocano a calcio o svolgono attività fisiche in modi diversi. La definizione deve essere riscritta. Poi incontrano persone che comunicano, suonano, si esibiscono, leggono, lavorano e costruiscono relazioni in modi che non corrispondono alle loro aspettative. La definizione si allunga ancora. Movimento. Linguaggio. Comunicazione. Coordinazione. Alimentazione. Equilibrio. Fatica. Dolore. Autonomia. Partecipazione. Accessibilità.
Più il team cerca di trovare una definizione completa, più diventa evidente che nessun elenco può racchiudere milioni di esperienze individuali. Sulla lavagna rimane infine una sola frase: cerebral palsy never looks the same. La campagna nasce da qui: non esiste un solo modo di rappresentare la Paralisi Cerebrale perché non esiste un solo modo di viverla. Il nome A Truly Cerebral Campaign richiama volutamente questa sfida: una campagna “cerebrale” che prende spunto dal punto di partenza di questa condizione per mettere in discussione il modo stesso in cui pensiamo e rappresentiamo la Paralisi Cerebrale.
Ma il film non è il punto di arrivo della campagna. È il punto di partenza. “Truly Cerebral” invita infatti le persone con Paralisi Cerebrale di tutto il mondo a partecipare a un casting globale, trasformando la rappresentazione da qualcosa che viene fatto sulle persone con disabilità a qualcosa che viene costruito insieme a loro. Attraverso un semplice self-tape, chi partecipa può presentarsi, raccontare il proprio modo di vivere la Paralisi Cerebrale e, soprattutto, mostrare ciò che sa fare.
Ballare, praticare uno sport, cantare, suonare, parlare diverse lingue, svolgere una professione, coltivare un hobby o semplicemente mostrare un’attività quotidiana: non esiste una performance richiesta, esiste mostrare le proprie caratteristiche e non solo i propri limiti. L’obiettivo è creare Your Truly Cerebral Casting Archive, una raccolta internazionale di persone reali, talenti, passioni e modi diversi di vivere la quotidianità.
L’archivio vuole inoltre diventare una risorsa per l’industria creativa: agenzie, case di produzione, filmmaker e aziende potranno scoprire persone con Paralisi Cerebrale da coinvolgere come performer, protagonisti e talenti, contribuendo a rendere il casting inclusivo una pratica sempre più naturale. Il messaggio è semplice: la Paralisi Cerebrale fa parte della storia di una persona. Non è tutta la sua storia.
Senza chiedere permesso
Martedì 13 ottobre a Roma prenderà il via il programma del festival internazionale di cinema Alice nella Città, che si svilupperà con una serie di appuntamenti fino al 25 ottobre. Sarà un festival di cinema dedicato alle nuove generazioni e agli sguardi che cambiano il presente. Un luogo di scoperta, incontro e meraviglia, dove storie, autori e linguaggi diversi trovano spazio e si incontrano.
Domenica 18 e lunedì 19 ottobre sugli schermi del festival verrà proiettato Senza chiedere permesso, il film che ispirato alla storia di Elena Rasia, attivista per i diritti delle persone con disabilità, giornalista e collaboratrice storica di Italia Che Cambia. Elena ha dato vita qualche anno fa al progetto di coinquilinaggio solidale Indi Mates, concepito per superare l’approccio assistenzialistico e sviluppare un modello di cura paritario che favorisca lo sviluppo delle autonomie.
Senza chiedere permesso – opera prima nel ruolo di regista dello scrittore Giacomo Mazzariol – è il primo film in Italia in cui l’attrice – Nicole Bellisario, anche lei all’esordio – ha la stessa disabilità del personaggio che interpreta: una Paralisi Cerebrale. Nicole vive in provincia, protetta da una famiglia che fatica a lasciarla andare. Ha una paralisi cerebrale e sogna di diventare speaker radiofonica. L’incontro con Marta, studentessa fuori corso alle prese con lo sfratto, dà vita a un accordo improbabile. Quello che nasce come uno scambio diventa un’amicizia capace di aprire per Nicole uno spazio nuovo, fatto di desideri, errori e responsabilità. Il corpo è anche il primo luogo da cui provare a essere liberi.





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