Petilia Policastro, il vicolo dei murales e dei libri liberi ha bisogno del nostro aiuto
A Petilia Policastro due alunni di Giuseppe Caruso e Manuela Arminio hanno lanciato una raccolta fondi per Vico Leone, il vicolo dei murales e della libreria gratuita “Libri liberi”.
Tenere vivi i colori dei murales, sistemare ciò che il tempo e le intemperie consumano e aggiungere nuove opere lungo il percorso. È questo l’obiettivo della raccolta fondi per Vico Leone, il vicolo del centro storico di Petilia Policastro, in provincia di Crotone, che Giuseppe Caruso e Manuela Arminio hanno trasformato in un museo a cielo aperto con murales e una libreria gratuita da 6.000 volumi.
Le donazioni pagheranno decorazioni, materiali, manutenzione e nuovi interventi: tutto ciò che serve perché chi entra nel vicolo continui a trovare le pareti dipinte, i libri a disposizione e la campana su cui giocare. Non è un dettaglio: come ci aveva spiegato lo stesso Caruso, un murale che nessuno cura finisce per imbruttire il paese invece di abbellirlo.
dopo anni passati tra Firenze, Milano, Berlino, Londra e Tokyo, Giuseppe e Manuela sono tornati a Petilia. Lei insegna inglese, lui è storico dell’arte e lavora in diverse scuole calabresi. Hanno scelto la cosiddetta restanza, il termine con cui l’antropologo Vito Teti indica la scelta consapevole di restare, o tornare, nei luoghi da cui molti se ne vanno, per prendersene cura e farli rivivere. L’hanno fatto in un paese che un tempo contava circa 12mila abitanti e oggi ne ha poco più di 8mila.
Tutto è iniziato durante il Covid, quando Caruso ha cominciato a dipingere le pareti del vicolo. Tra le opere c’è un Hansel che si dondola su un’altalena tra gli uccelli: la rivista statunitense Street Art Utopia lo ha inserito tra i sei murales più emozionanti al mondo. Sotto un altro murale campeggia la frase che è diventata il motto del progetto: “Un paese non è come lo vedi, un paese è come lo vivi”.
Accanto ai murales c’è “Libri liberi”, la libreria nata da un’idea di Manuela Arminio. Raccoglie circa 6.000 volumi completamente gratuiti a disposizione degli abitanti. Ha aperto nel settembre 2023, dopo due anni di lavori in una casa che era stata donata alla coppia, e il paese ha risposto spontaneamente inviando centinaia di titoli. Secondo i promotori della raccolta, sullo stesso modello sono nate altre quattro piccole biblioteche in altrettanti paesi calabresi. E nel vicolo c’è anche una campana disegnata per terra, dove giocano bambini e adulti.
Negli anni l’esperienza ha superato i confini del paese. Le parole dei muri sono diventate un libro di racconti, “Un paese non è come lo vedi. Un paese è come lo vivi”, presentato anche al Salone del Libro di Torino e, secondo i promotori, di recente a New York. In occasione della presentazione a Petilia, il sindaco Simone Saporito ha conferito a Caruso un Encomio Civico. E il progetto continua a crescere: come ci ha raccontato lo stesso Caruso, ora lui e Manuela stanno lavorando alla realizzazione di un museo.
A lanciare la campagna, come una sorpresa, sono stati due alunni di Giuseppe e Manuela. Aperta su GoFundMe il 25 settembre, punta a 16.000 euro.
La raccolta fondi segna un cambio di passo. Nel 2024 Caruso ci aveva spiegato che tutto era stato fatto con risorse proprie e con una piccola colletta spontanea di circa 2.800 euro, senza aspettare grandi finanziamenti. Oggi a chiedere sostegno è la comunità che si è formata attorno al vicolo, a partire dai ragazzi che lì sono cresciuti. È il segno che la cura dello spazio pubblico, in un’area interna segnata dallo spopolamento, può diventare un’impresa collettiva.
Per sostenere il progetto: Un piccolo vicolo, una grande storia da custodire.





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