In una scuola siciliana cede il soffitto, ferite due studentesse. Abbiamo un problema di edilizia scolastica
Nella classe di una scuola di Ragusa il crollo di una porzione di soffitto ha ferito due ragazze. Una tragedia sfiorata che ha riaperto il dibattito sui gravi problemi di edilizia scolastica, sui ritardi e sui tagli dei fondi.
Due giorni fa il soffitto dell’Istituto Pappalardo di Vittoria, in provincia di Ragusa, ha ceduto durante una lezione ferendo due studentesse. Le ragazze non hanno riportato ferite gravi ma sono state portate in ambulanza in ospedale, dove hanno ricevuto le cure del caso. Un episodio che avrebbe potuto provocare danni ben più gravi e che riapre prepotentemente il dibattito sull’edilizia scolastica e sulla messa in sicurezza delle scuole italiane.
Lo stesso istituto Pappalardo fra l’altro era già stato protagonista di un caso analogo sette anni fa. Dopo il crollo dell’altro ieri i Vigili del Fuoco hanno dichiarato inagibili gli ambienti interessati e il Sindaco ha firmato un’ordinanza che chiude tutto il primo piano dell’edificio finché non verranno effettuate le verifiche del caso. Si è mossa anche la Procura, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per fare luce sulle cause del crollo.
Il rischio inaccettabile corso dalle studentesse e dagli studenti del Pappalardo ha però un pregio: riapre il dibattito archiviato in silenzio sull’edilizia scolastica e sullo stato di edifici che ospitano ogni giorno circa 8,3 milioni di bambini e ragazzi. Il primo dato che salta all’occhio è l’obsolescenza delle infrastrutture: come emerso da un’accurata indagine di Openpolis, circa metà di essi risale al periodo che va dal 1950 al 1990, solo il 10,5% ha meno di trent’anni e addirittura lo 0,8% è la percentuale di scuole costruite dopo il 2018. In alcuni Regioni – fra cui anche la Sicilia – queste quote si abbassano ulteriormente.
Gravissimo è anche aver sfruttato male l’occasione offerta dal PNRR e dal Piano di messa in sicurezza e riqualificazione dell’edilizia scolastica finanziato dai fondi europei, attualmente in grave ritardo. Ma non solo: i 463 milioni stanziati per interventi di edilizia scolastica rischiano di andare persi a causa di ritardi nella realizzazione degli interventi e delle rendicontazioni. Il termine ultimo è ottobre 2027.
Tornando ai fondi del PNRR, finora ne sono stati impiegati poco più di due terzi, per la precisione il 71%, 3 miliardi su 4,2 stanziati. Per quanto riguarda la voce specifica della riqualificazione strutturale ed energetica degli edifici scolastici, l’Italia è in grave ritardo rispetto alle scadenze europee, che prevedevano di completare tutti i lavori entro giugno di quest’anno.
A questo si aggiunge la decisione del Governo – attuata nell’ultima legge di bilancio – di tagliare i fondi destinati all’edilizia scolastica. È stato previsto un taglio di 98 milioni di euro per il 2926 a cui si aggiunge un’ulteriore decurtazione di altri 200 milioni di euro per il biennio 2027-2028. La CIGL fa inoltre notare che, come ha rilevato la Corte dei Conti, “a fronte di un patrimonio in cui oltre il 41% degli edifici è privo di collaudo statico e il 56% non ha l’agibilità, la capacità di spesa del Ministero si è fermata solo al 26%. Ben 2,3 miliardi di euro sono rimasti bloccati nel Fondo unico per l’edilizia sotto forma di residui passivi”.
Lo scorso agosto il ministro Valditara ha firmato un decreto che destina 114 milioni di euro a interventi di urgenti e indifferibili a seguito di eventi sismici, calamitosi o eccezionali, per il miglioramento e l’adeguamento sismico, per lavori conseguenti a episodi di crollo di solai e controsoffitti, per la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza dei solai e dei controsoffitti, per la bonifica di elementi contenenti amianto e ripristino funzionale delle parti bonificate e per interventi per garantire il diritto allo studio. Quasi contestualmente però sono stati firmati tre decreti che prorogano l’erogazione dei fondi per interventi antisismici, ripristino dell’agibilità scolastica e indagini diagnostiche eseguite su solai e controsoffitti.





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