2 Ottobre 2026 | Tempo lettura: 5 minuti

“Camminando s’apre cammino”: Villa Piazzo e il modello di accoglienza integrato con la comunità

Villa Piazzo è la sede di Pacefuturo, associazione che si occupa di accoglienza di richiedenti asilo offrendo percorsi inclusivi che coinvolgono anche la comunità locale.

Autore: Redazione
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Il testo che segue è frutto di un lavoro svolto dai ragazzi e ragazze nel corso di un workshop dal titolo “Comunicazione consapevole e storytelling trasformativo“, organizzato da Pacefuturo e Italia che Cambia. Si è trattato del primo step del più ampio progetto “Impronte di Pace”, ospitato presso Villa Piazzo, a Biella, che ha avuto come relatore Daniel Tarozzi, giornalista di Italia che Cambia. Questo articolo è stato realizzato da Valentina e Gabriele Carpani.

Villa Piazzo è un esempio virtuoso di come un territorio possa generare valore e significato per tutti/e attraverso la condivisione del concetto “camminando s’apre cammino”. Proprio queste sono infatti le parole rimaste impresse su un muro dell’auditorium in seguito a una mostra tenutasi nella struttura.  La frase racchiude in se una filosofia che si adatta perfettamente a ciò che questo luogo rappresenta per le persone che transitano di qui.

Villa Piazzo è una villa ottocentesca donata alla comunità locale da Angelo Pavia, titolare dell’azienda Liabel, che ha fatto di Pettinengo e dell’intero biellese un centro tessile di eccellenza riconosciuto in tutto il mondo. Coi suoi ettari di parco punteggiati da numerose specie arboree maestose, l’edificio ora è sede di Pacefuturo, associazione impegnata sul territorio da oltre vent’anni nel campo dell’accoglienza nelle sue svariate forme.

In questo spazio che contiene moltitudini, questa semplice ma potente citazione comunica l’intento centrale del progetto dell’associazione. Oltre a ciò, la frase segna l’avvio del nostro viaggio come studenti e studentesse della Summer school “Accademia del turismo lento e dell’accoglienza”, di cui inauguriamo la prima edizione, organizzata dall’impegno collettivo di Pacefuturo odv, Italia che cambia, e Movimento lento.

Villa Piazzo
Un evento a Villa Piazzo

A Pettinengo, piccolo paese della provincia di Biella, Pacefuturo si occupa di accoglienza di richiedenti protezione internazionale, valorizzazione del territorio e cultura della pace. Queste tre anime trovano corpo anche mediante lo spazio espositivo presente all’ultimo piano, che offre la possibilità ad artisti locali e internazionali di esprimere la propria voce. Che si tratti di una mostra ormai smantellata o di un richiedente asilo che ha transitato da queste parti percorrendo il suo unico e personale cammino, la villa ne porta il ricordo e ne conserva le impronte. Impronte di pace appunto.

Impronte di Pace è un progetto rivolto ai giovani che trae origine dall’unione delle competenze di diverse realtà del biellese con l’intento di dare alla pace un volto concreto attraverso incontri, condivisione di esperienze ed espressione creativa. Il nostro cammino si interseca con testimonianze di operatori culturali, esperti di comunicazione e professionisti nel settore dei cammini. Per mezzo di un laboratorio organizzato da Mira Schifano, coordinatrice del Centro di accoglienza straordinario di Pacefuturo, noi partecipanti abbiamo avuto l’opportunità di conoscere idealmente il tortuoso percorso che i richiedenti asilo compiono per giungere in Europa.

Un itinerario costituito da tratte via mare o terra, da anni di attese, ignoto e valanghe incomprensibili di documenti. E in questo maremagnum d’incertezza le persone restano, vivono, portano valore a un territorio che cresce insieme e grazie a loro. È il caso di Sulei, uno dei primi richiedenti giunti qui nel lontano 2014, che oggi lavora come mediatore dell’associazione e vive da solo in un appartamento in città. «Non sono ricco per i soldi che guadagno, ma sono ricco perché ho persone attorno che mi vogliono bene», interviene lui parlando della sua esperienza di migrazione.

Villa Piazzo è un esempio virtuoso di come un territorio possa generare valore e significato attraverso la condivisione del concetto “camminando s’apre cammino”

Il vero valore che ha trovato risiede nelle esperienze, nell’essere parte di una comunità in continua metamorfosi e nella crescita personale accumulata e trasferibile in qualsiasi contesto o nazione. «Perché quello che ho imparato rimane sempre con me!», continua il trentenne. Prima di assistere le persone residenti nel C.A.S. di Pettinengo nella documentazione necessaria per poter richiedere protezione internazionale, Sulei, che ha appreso diversi idiomi del suo paese, per quindici anni ha viaggiato in Senegal a fianco del padre aiutandolo a comunicare coi fedeli di religione musulmana. Si tratta dunque di una competenza maturata negli anni che gli è tornata utile ora come operatore a Villa Piazzo.

Oltre a ciò, una predisposizione all’ascolto, un animo sensibile e un desiderio d’essere d’aiuto trasferendo le proprie conoscenze, hanno permesso a Sulei di trovare il suo posto all’interno della comunità di Pettinengo. Una comunità porosa perché fa dell’incontro, dello scambio di culture e saperi e dell’integrazione il suo tratto distintivo. Difatti, oltre a 245 ospiti delle diverse strutture del C.A.S., Pacefuturo accoglie anche persone del paese che vivono situazioni di temporanea fragilità.

In un piccolo centro ci si conosce tutti. Pertanto, essendo l’associazione molto radicata nel territorio, riesce a intercettare bisogni e necessità cercando una soluzione e uno scambio laddove l’assistenza istituzionale viene a mancare. È proprio qui, nel deserto arido degli organismi ufficiali, che l’ecosistema di Villa Piazzo rappresenta un’oasi di speranza che getta semi e raccoglie frutti, creando valore condiviso e ridando significato a chi transita di qui, sia esso richiedente asilo, residente o studentessa della Summer School.