Nicolas e Paolo, i due artigiani che fanno rinascere il legno recuperato in natura
Due creativi e appassionati di arti manuali sono le anime del progetto Cellina Dream Woods, che recupera legno e altri materiali di scarto spiaggiati sulle sponde del lago di Barcis trasformandoli in oggetti d’arredo e design.
Un pezzo di legno, a prima vista, è soltanto un pezzo di legno. Poi qualcuno lo gira, lo osserva controluce e ci vede la testa di uno struzzo, un gufo, una lampada o la gamba di un tavolo. Parte da qui il lavoro di Nicolas Vavassori e Paolo Del Mul, le mani e la testa dietro Cellina Dream Woods, un progetto di economia circolare che partendo da recupero di legno di scarto vuole rigenerare il tessuto sociale ed economico. Nei primi capitoli di questo viaggio abbiamo raccontato il progetto, i centri diurni e il ruolo di Montagna Leader. Questa volta entriamo in falegnameria: tra tronchi sbozzati, scarti di ferro e roba recuperata che aspetta solo di capire cosa diventerà.
Due strade che si incontrano
Nicolas viene dal design. Per un po’ la sua vita si è misurata in ore davanti al monitor. «Ho scoperto ben presto che stare al computer non faceva per me. Ho lasciato il lavoro sicuro a tempo indeterminato e ho aperto la partita IVA», racconta. Paolo arriva dalla fabbrica. Il legno era una passione, ma l’incontro con Nicolas ha cambiato tutto. «Quando ho conosciuto Nicolas per caso è stata una folgorazione. Ho capito che la mia strada era fare questo tipo di cose insieme a lui». Ed ecco che arrivano sculture, installazioni, arredi, laboratori. Tutto partendo dal legname spiaggiato lungo il lago di Barcis.

Lasciare parlare il materiale
In falegnameria il legno è diviso per stazza e destini. I pezzi grandi da piallare, la materia già selezionata per i mobili, le scatole piene di schegge e nodi pronte per i bambini. Quando c’è una commissione, la forma finale si conosce già. In quel caso basta cercare i pezzi giusti per comporla. Ma per Nicolas la sfida vera e il piacere più autentico è un altro: «La parte più difficile, ma anche la più bella, è quando non sai cosa devi costruire e lo fai con quello che trovi. Osservi e il materiale stesso ti dà l’ispirazione per capire cosa creare. Questo è il vero atto creativo».
Serve occhio infatti per trasformare un nodo in una pupilla, per tramutare una venatura storta nel dorso di un animale. Occhio, ispirazione e fantasia. Succede anche con l’arredo: lampade, orologi, appendiabiti prendono forma da legni potenziali, proprio come quel tavolino nato mettendo insieme una radice ripescata nel Cellina e uno scarto di carpenteria metallica. Due scarti destinati alla discarica che, messi vicini, funzionano.
Un gufo sul tavolo
Nei laboratori con i bambini il metodo è lo stesso. Sul tavolo ci sono piccoli frammenti di legno. Nicolas ne muove tre o quattro, li incastra a secco. Un corpo, un’ala, le sopracciglia. Compare un gufo. Il bambino accanto aggiusta le zampe, sposta un pezzo, prova. Nicolas lo interrompe appena. «Da dove viene secondo te questa legna?». «Da qua?». «Dal lago di Barcis». Basta questo. Quello che fino a cinque minuti prima era solo un rametto calpestato sulla sponda del lago, cambia forma. I bambini ci vedono dentro mostri, dinosauri, barche, occhi di struzzo.

Una vita diversa
Dietro la materia c’è la scelta di come stare al mondo. Per Paolo la fabbrica è un ricordo. Oggi le giornate non si assomigliano mai e chiedono ogni volta una soluzione diversa. «Ogni giorno è una scoperta, una rivelazione, mai banale. Sognavo questa vita senza nemmeno saperlo davvero. Era qualcosa che avevo sempre dentro e che non ero mai riuscito a esprimere. Fino ad ora!».
Anche Nicolas ha cercato la sua strada fuori dai binari del design tradizionale, senza farsi ingabbiare da un’etichetta. E ha scelto presto la libertà, spaziando tra artigianato, arte, mestiere, progetti sociali, progetti di design, burocrazia e bandi. Non a caso le sue opere si trovano sul lago di Barcis, così come in un pub di Pordenone e nascono da laboratori con disabili o con bambini, così come da ispirazioni da artista e innovatore. Quando gli chiedo cosa scrivere sotto il suo nome nel sottopancia del video, però, non ci pensa un secondo: «Creativo, punto».
Cellina Dream Woods 2 è uno dei progetti del dossier di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027 promosso dal GAL Montagna Leader in collaborazione con il Comune di Barcis, l’associazione L.A.G.O. e cooperative locali.








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